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I Monty Python cantavano “Always look at the bright side of life”, guarda sempre il lato positivo della vita, addirittura anche quando sei in procinto di morire come accadeva a Brian di Nazareth. Per riuscirci bisogna provare sempre a ridere della malasorte, delle nostre fragilità e di quelle degli altri, occorre allenare un’attitudine alla comicità, o forse solo recuperare quella che avevamo da bambini. Significa guardare la propria vita e quella degli altri da un’altra prospettiva, anche solo per qualche istante, magari quello che basta per far scattare un approccio che sarà sempre salvifico, a prescindere dalle aspirazioni, dalla perseveranza e dal talento necessari per diventare un comico o il suo autore. Per noi è il mestiere più bello del mondo, per questo vogliamo raccontarlo, spiegarlo e farvi venire la voglia di provare questa gioia.

Un workshop per sviluppare un’attitudine, divertirsi e capire come raccontare la propria comicità a cura di Antonio Orano Simone Repetto.

Cosa si farà?

Partiamo da te, cerchiamo di capire la TUA ironia, la TUA autoironia,
all’occorrenza anche la TUA totale assenza di ironia. E poi ci lavoriamo sopra!

Per partire abbiamo bisogno che ciascun partecipante prepari:

1 – Un pezzo di 3 minuti, proprio o di altri. A voi la scelta. Meglio se è un pezzo comico ma non è obbligatorio. Può essere un monologo scritto da voi, da altri, anche uno sketch a due se vi sentite più a vostro agio.

2 – Una presentazione di sé stesso, meglio se spiritosa (2 minuti).

Partiamo dalla tua sensibilità, da ciò che ti fa ridere e capiamo perché ti fa ridere. Questo sarà lo spunto per approfondire le varie cifre stilistiche della comicità e dei comici che ci piacciono e provare a capirne l’alfabeto, quella grammatica che ci serve per intraprendere un percorso personale.

Alcuni dei temi che tratteremo: il monologo, la “chiusa”, la battuta, il personaggio, la struttura di un pezzo comico, far ridere con le immagini create dalle nostre parole, l’epilogo, il rapporto fra comico e attore, il confronto, la complicità, stand-up comedian o personaggio, il ruolo dell’autore, il comico non scrive come un “romanziere”, lo sviluppo dell’idea.

Qual è l’obiettivo?

Scoprire come l’ironia e la verità di noi stessi che riusciamo a trasferire siano fondamentali in qualsiasi forma di comunicazione: nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro, sul palcoscenico.

Trovare quindi una tua cifra che, in qualche modo, esprima anche la tua visione del mondo. Ci divertiremo a squarciare la retorica e l’ipocrisia, a scovare insieme quello che le persone si vergognano di dire (e persino di pensare) ma che noi abbiamo la possibilità di raccontare. Scriverete il vostro pezzo, chissenefrega se farà ridere, ma ci proverete insieme agli altri partecipanti.

Per questo, in una seconda fase, lavoreremo a coppie, per sperimentare il lavoro creativo e di scrittura che di solito si sviluppa insieme ad un autore. Perché questo percorso è meglio farlo con un’altra persona? Perché il comico e il suo autore, sempre che sia quello giusto, sono due facce della stessa medaglia, perché bere una birra in compagnia è molto più divertente.

A chi è rivolto?

Attrici, attori, autrici e autori, comici e comiche, scrittrici e scrittori, appassionati di umorismo e di comunicazione. Insomma, a patto che si abbia voglia di divertirsi e di mettersi in gioco, è aperto a tutti.

Ogni sfiga dà poi il piacere di raccontarla.

– John Garland Pollard

Struttura del laboratorio La mia sfiga può farti ridere

Un workshop intensivo di 12 ore complessive. Un weekend con 6 ore di lezione e divertimento al giorno.

ATTENZIONE! POSTI LIMITATI!

Costo del laboratorio: 120€Date laboratorio

  • Sabato 15 gennaio 2022, dalle 10:00 alle 17:00 (1 ora di pausa pranzo dalle 13:00 alle 14:00);
  • Domenica 16 gennaio 2022, dalle 10:00 alle 17:00 (1 ora di pausa pranzo dalle 13:00 alle 14:00).

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